Robassomero nel tempo

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La supplica

COME ERAVAMO > 1979

STORIA DEL COMUNE ATTRAVERSO DOCUMENTI

Ricerche di: Emilio Carlone, Claudio Eterno, Massimo Maglia, Mariella Possamai, Renato Varacalli, Adriano De Giorgis.


Il nostro lavoro si è basato sulla trascrizione di alcuni manoscritti ed altri documenti raccolti in Municipio di anno in anno. Abbiamo incominciato da un documento, il primo in ordine di tempo che abbiamo trovato, dell' anno 1646 che qui sotto riproduciamo.
Andando tutti i giorni in Comune abbiamo copiato articoli da noi ritenuti interessanti, fatti avvenuti e molte altre cose che ci sembravano importanti. Il Messo comunale, Sig. Giagnoni, ci ha aiutato molto.


NOTIFICAZIONE DI SUPPLICA PER NOMINA DI CASTELLANO
A SUA ALTEZZA REALE.
Il giorno 26 del mese di febbraio dell'anno 1646

Esponeno gli sindici et agenti della Comunità et huomini di Robbasomero, che doppo esser stati per molto tempo sprovvisti di castellano, qual gli amministrasse giustitia et avanti cui potessero congregare per 1'ordinario consiglio, far imposti, deputar sindici et proveder alli quotidiani bisogni, si in servitio di v. A.R. che del pubblico, hora all'instanza del vassallo Pietro Antonio Cernusco gli viene inthimata asserta nomina di castellano fatta nella persona del nostro Giovanni Longo dalla persona del quale pretende detto vassallo si debba servire la comunità per segretario ... dicono non esser vero che il castellano deputato da vassalli di quel luogo habbi esercìto (esercitato n.d.r) l 'officio di segretario a nome della Comunità, ma essa ne deputava uno a suo piacere et il sovra nominato Giovanni Longo recusa di esercire l'ufficio d icastellano salvo unitamente faccia quello di segretario della Comunità onde li servigi di v. A.R. restano più che mai interrotti et impediti non potendosi in modo veruno procedere a quelli per difetto di castellano ...

RACCORRONO

da v. A.R. con fede d'essa copia per impugnarla...et insieme intanto mandar uno de castellani de più vicini di esercire l'ufficio di castellano in detto luogo et amministrar giustitia acciò il servitio di v.A.R. e pubblico non resti imperfetto.



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