Robassomero nel tempo

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Le nostre considerazioni e altre storie

COME ERAVAMO > I RICORDI

IL PAESE

Il paese una volta era rurale: le strade non erano asfaltate, i carri erano trainati dai buoi e dai cavalli. C'erano solo due fabbriche: il cotonificio e una fabbrichetta di stringhe che era lì dove c'è adesso Gioachin che fa il falegname.
La popolazione era di soli 700 abitanti, Le case erano tutte riunite. C'erano due alberghi e un negozio di alimentari. Una volta c'era l'ospizio (Il ricetto N.d.r.) che era lì, in fondo al paese, c'era una galleria che partiva dalle cantine e finiva fino in chiesa.


STORIA DEL NOSTRO MULINO.

Il mulino (del Sig. Martinetto) è stato costruito nel 1279 dalla Duchessa Jolanda; è passato alla casa Savoia e poi ai Marchesi della Mandria, i quali l'hanno venduto al Sig. Martinetto.


LA DIRETTRICE: CHE PAURA.

La scuola vecchia aveva due maestre. Gli scolari dovevano essere molto diligenti e se solo una volta non facevano i compiti venivano già rimandati. Le classi erano solo la 1°, 2°, 3° e 4°. Le maestre avevano molta paura della Direttrice. Le aule erano come sono adesso. Per fare la quinta bisognava andare a Ciriè e si andava in bicicletta.

RAPPORTI TRA MASCHI E FEMMINE.

Maschi e femmine erano un po' separati. I maschi erano più timidi delle femmine ed avevano paura di loro. C'erano (come ora) le sale da ballo. C'era la Sportiva, una sala da ballo con un piano a manovella dove i giovani si trovavano alla sera. Si ballava nei cortili.
Due potevano conoscersi lì, oppure alle feste popolari, al cinema, a giocare a carte: i più grandi si davano degli appuntamenti.
I ragazzi si conoscevano per mezzo delle feste e si davano del "lei" anche se erano giovanissimi.
Dopo che si erano conosciuti, lui accompagnava a casa lei: se si capivano continuavano, lui andava dai genitori di lei a fare "la contenta" e dopo si sposavano.
Il matrimonio veniva celebrato in Chiesa con i parenti: dopo la cerimonia andavano tutti quanti a casa della sposa, o dello sposo (a turno). Il viaggio di nozze si faceva per lo più a Torino o, in casi eccezionali, a Genova. Qualche volta, all'uscita della chiesa c'era un'automobile ad aspettare gli sposi; la macchina di solito era prestata da un amico.
A quei tempi non c'erano molti soldi e quindi i pranzi e le feste non erano ricchi come oggi.


COME SI PASSAVANO LE FESTE.

Il Natale si passava come gli altri giorni, però regalavano un Bambin Gesù di zucchero. Poi con i parenti e con gli amici cantavano. Per la Befana si metteva la calza appesa al camino ed i bambini andavano a letto presto perché doveva passare la Befana.

Questo è quello che facevano credere ai bambini. Di solito nella calza trovavano un mandarino, due bombons, ecc.


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