Robassomero nel tempo

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Terra e acque

LA STORIA

"ALLA RICERCA DELLE RADICI"
(Progetto attuato dall'Amministrazione comunale nel 2008)

IL BORGO

Nel 1392 il Borgo di Robassomero fu ceduto dai Conti di Savoia a Giovanni Cavalleri di Ciriè. Smembrato dal Marchesato di Ciriè nel 1625, passò a Cesare Cernusco Conte di Chiusavecchia che, a sua volta, nel 1636 lo divise in due parti: vendette la prima al Conte Cauda, assegnò la seconda ai figli di Anna Felice in Vassallo. Dal 1729 divenne proprietà dei nobili Bonaudo, Bonino e Vassallo i cui discendenti furono appellati Conti di Robassomero.
Gli usi civici della Comunità (irrigazione dei campi ed alimentazione del mulino comunale) sono codificati nei Bandi campestri e nelle numerose Convenzioni per le derivazioni d'acqua dal torrente Stura stipulate con i Comuni viciniori.

TRA AGRICOLTURA E INDUSTRIA

Robassomero ha mantenuto la sua vocazione prevalentemente agricola, che sia pure in minima parte conserva ancora, fino agli inizi degli anni '60 quando, in Località Colombè, fu avviata una lottizzazione che trasformò 682.000 mq. di terreni agricoli in terreni industriali.
Prima di allora le industrie esistenti erano il "Cotonificio Losa", già "Tessitura meccanica in Robassomero", la "
fabbrica delle stringhe", la fabbrica di laterizi "La Fornace"al Colombè, tutte in funzione fino a metà anni '70.


CHIARE, FRESCHE E DOLCI ACQUE…

Il "Canale di Robassomero", su richiesta ed a spese di Carlo Emanuele III, fu ampliato nel 1740 per aumentarne la portata di una ruota d'acqua con la quale irrigare i "Regi Giardini della Mandria" attraverso il "Canale del Re", una derivazione appositamente costruita. Un'ulteriore Convenzione, stipulata nel 2006, tra il Comune di Robassomero e l'Ente di gestione del Parco "La Mandria" regola oggi l'uso di quelle acque nel rispetto delle antiche usanze.
Il problema dell'acqua ha sempre mantenuto desta l'attenzione della Comunità robassomerese. Il Comune, infatti, è situato su un terrazzo al fondo del quale scorre la Stura che con le sue inondazioni fece crollare il ponte che collega Robassomero a Cirié ben tre volte durante il secolo scorso (1913, 1920 e 1957). Il 14 ottobre del 2000, dopo tre giorni di intense piogge, il fiume, erosa ampiamente la sponda destra, fece crollare di nuovo il ponte che fu ricostruito in soli sei mesi grazie all'impegno della Regione e del Comune stesso.
L'acqua potabile proviene direttamente dal Pian della Mussa e serve il Comune fin dal 1915, anno in cui il Sindaco Marcello Casale ne ottenne la concessione in cambio del passaggio sul territorio robassomerese delle tubazioni dell'acquedotto della Città di Torino.


L'ANTICO LOGO E LE MAESTRANZE DEL COTONIFICIO
(dagli archivi comunali)


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